Stenosi carotidea

Indice:

  1. Che cos’è la stenosi carotidea?
  2. Quali sono le cause della stenosi carotidea?
  3. Prognosi della malattia
  4. Sintomi della stenosi carotidea
  5. Diagnosi per la stenosi carotidea
  6. Trattamenti per la stenosi carotidea
  7. A quale specialista rivolgersi?

Che cos’è la stenosi carotidea?

Le carotidi sono i vasi del collo che portano il sangue al cervello. La stenosi carotidea èCellule del sangue un restringimento di questi vasi causato dalle placche di aterosclerosi che si manifesta prevalentemente nel sesso maschile in età superiore ai 60 anni. La stenosi carotidea può essere asintomatica ma può anche causare sintomi di tipo cerebrale che rientrano nella cosiddetta “sindrome cerebrovascolare acuta” per riduzione del flusso sanguigno al cervello. Questi sintomi possono essere transitori, nel caso dell’attacco ischemico transitorio (anche detto TIA) o permanenti, nel caso dell’ictus (o stroke). L’ictus in particolare rappresenta una delle principali cause di morte nel mondo e la principale di disabilità.

Quali sono le cause della stenosi carotidea?

Come già detto la principale causa della stenosi carotidea è l’aterosclerosi, una patologia caratterizzata da depositi di placche formate da grasso nei vasi sanguigni. L’aterosclerosi è sostanzialmente un segno di invecchiamento ed è presente in forma variabile in tutti gli individui che abbiano superato i 50 anni ma in alcuni casi ha una progressione più veloce ed aggressiva per la concomitanza di alcuni fattori di rischio. Tra questi i più rilevanti sono il diabete, il fumo e l’ipercolesterolemia ma anche il sesso maschile e l’ipertensione oltre, ovviamente all’età avanzata.

Prognosi della malattia

La prognosi della malattia varia a seconda del grado del restringimento e delle caratteristiche della placca aterosclerotica:

  • Grado di stenosi – Molti studi hanno dimostrato che restringimenti inferiori al 60% comportano un rischio di TIA ed ictus molto basso: questi dati consentono di indirizzare il trattamento nel modo più corretto riservando gli interventi disostruzione nei casi asintomatici solo ai pazienti con stenosi pari o superiore al 70%. 
  • Caratteristiche della placca – La presenza di una placca carotidea “friabile” comporta un aumento del rischio di TIA o ictus indipendentemente dal grado di restringimento a causa della possibilità di frammentazione della placca ed embolia cerebrale con danni spesso devastanti dipendenti dal settore cerebrale coinvolto

Sintomi della stenosi carotidea

Come già detto la stenosi carotidea è il più delle volte asintomatica. Qualora divenga sintomatica i sintomi sono quelli relativi alla ischemia cerebrale transitoria (TIA o attacco ischemico transitorio della durata massima di 24 ore) o permanente (ictus)

Il TIA (o attacco ischemico transitorio) è una sofferenza ischemica del cervello di breve durata e può manifestarsi con difficoltà nei movimenti o nella capacità di parlare e/o a comprendere il linguaggio o disturbi visivi o della sensibilità che regrediscono in breve tempo: va comunque considerato che il TIA rappresenta una sorta di “avvertimento” con una incidenza attorno al 30% di ictus nel corso dell’anno successivo.

L’ictus comporta una lesione cerebrale permanente che si manifesta solitamente in modo improvviso (se non “anticipata” da un TIA) e che comporta mancanza di forza e/o di sensibilità ad un braccio e ad una gamba, ma anche difficoltà nel parlare o nella visione analogamente a quanto avviene nelle forme transitorie con la differenza che tali sintomi nell’ictus non tendono a regredire. Inoltre, in casi particolarmente gravi, l’ictus può portare alla morte.

Diagnosi per la stenosi carotidea

L’esame principale è rappresentato dall’ecocolordoppler che, in mani esperte, consente di definire con accuratezza il grado di stenosi ed anche le caratteristiche della placca (se friabile cioè a maggior rischio di ictus) eventualmente anche attraverso l’utilizzo dell’ecocolordoppler con mezzo di contrasto. 

Esame di secondo livello (la cui esecuzione deve essere prescritta dallo Specialista) è l’angioTAC che consente anche di valutare i vasi cerebrali all’interno del cranio e l’arco aortico dal quale le carotidi nascono. L’angioRMN rappresenta una alternativa alla angioTAC solo se questa non può essere eseguita.

La angiografia, che prevede l’accesso diretto ad una arteria periferica e l’immissione del mezzo di contrasto direttamente nella carotide, è riservata esclusivamente ai casi che vengono avviati al trattamento di rivascolarizzazione (disotruzione) per via endovascolare (vedi paragrafo successivo).

Trattamenti per la stenosi carotidea

  • Forme asintomatiche con stenosi inferiore al 70%

Terapia medica (antiaggreganti, antidislipidemici) controllo dei fattori di rischio (diabete, fumo, ipertensione)

  • Forme asintomatiche con stenosi superiore al 70% e spettanza di vita superiore a tre anni
    • Intervento chirurgico di disostruzione carotidea (endoarteriectomia realizzata anche in anestesia locale mediante accesso diretto alla carotide e sua “pulizia” ed eventuale plastica di allargamento con una “toppa” sintetica o patch)
    • Intervento di stenting (endovascolare mininvasivo nel quale attraverso un accesso periferico (inguinale) si posiziona un tutore rigido (stent) che riporta la carotide al suo calibro naturale) in casi selezionati

Queste due forme di trattamento non sono da considerare alternative ma da valutare caso per caso anche alla luce della evidenza che le procedure di stenting, dopo un iniziale entusiasmo, sono andate incontro ad una forma di revisione delle indicazioni che a tutt’oggi appaiono più limitate in relazione all’incidenza di alcune complicanze.

  • Forme sintomatiche (TIA o ictus)

Da valutare indicazione ad intervento chirurgico caso per caso dopo consulenza neurologica. Mai stenting. 

A quale specialista rivolgersi?

In caso di stenosi carotidea è necessario consultare uno Specialista in Chirurgia Vascolare. Infatti, la Chirurgia Vascolare è la branca responsabile della stesura delle Linee Guida in questo campo e, a differenza di altre Specialità, l’unica a poter fornire una visione a 360 gradi della patologia dal suo inquadramento sino al ventaglio completo delle possibilità terapeutiche. Ovviamente resta possibile, per ogni singolo Centro, la collaborazione costruttiva con altre Branche quali, oltre la già citata Neurologia come anche la Cardiologia, la Radiologia Interventistica e la Angiologia Medica per le fasi diagnostiche e di controllo postoperatorio.